04/01/2018, 10:42



La-mediazione-come-risoluzione-del-conflitto.


 



Dal 3 novembre partecipo ad un corso di formazione perAssistenti Sociali e professionisti del sociale su "I minori nella mediazionefamiliare" presso l’Università "La Saggezza" sita in Roma alla via Populonia  44 (sito www.issas.org).  Il corso è tenuto dalla Dottoressa Elvira Falco, Assistente Sociale,docente universitaria nonché mediatrice familiare.  Il tema del corso è fondato sull’importanzadella mediazione come risoluzione del conflitto.Al centrovengono messi l’interesse e la protezione del minore all’interno del conflitto,e l’incapacità delle figure genitoriali di mediare e risolvere i problemi senzaun aiuto. E’ per questo che si ricorre sempre più frequentemente alla figuradel mediatore familiare.   Chi èdunque il mediatore familiare? Il Mediatore familiare, deve essere unprofessionista altamente qualificato e formato per poter facilitare lacomunicazione tra i due partner, rimanendo ’estraneo’, terzo e imparziale,rispetto alla coppia ed al conflitto, mantenendo quel distacco che gli consentedi leggere correttamente i segnali ed i messaggi, verbali e non, che emergonodurante le sessioni di mediazione, nell’interesse di entrambi e, soprattutto,dei figli. E’ una figura che deve avere una formazione pedagogica, psicologica,sociologica e giuridica in materia di diritto di famiglia. L’originedella mediazione si colloca negli Stati Uniti, la mediazione americana nasceperò come alternativa come alternativa al giudizio legale e interviene nellafase della separazione e del divorzio, in Europa invece assume un significatopiù ampio: come mediazione del conflitto in famiglia, interviene all’inizio delconflitto e si pone come aiuto e sostegno per la risoluzione del problema.Nel nostro ordinamento la Mediazione familiare ha fattoingresso molto timidamente; è tuttora inadeguatamente praticata e scarsamenteincentivata da una legge, quella sull’affidamento condiviso (L. 8 febbraio 2006n. 54) che non ha osato promuovere un passaggio preliminare obbligatorio pressoun centro di mediazione per le coppie in disaccordo, che permettesse loro divalutare consapevolmente le potenzialità di un eventuale percorso, limitandosiad una blanda segnalazione alle coppie da parte del Giudice, a lite iniziata,che, peraltro, non viene quasi mai effettuata. E ciò, in spregio alle istanzeeuropee, che sin dagli anni ’90 hanno promosso il ricorso alla Mediazionefamiliare come strumento idoneo non solo alla soluzione, ma anche alla prevenzione,dei conflitti familiari. 


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