23/02/2018, 11:24



Una-base-sicura...al-NIDO!-


 



Ludovico ha due anni quandoarriva all’asilo. Lo accompagna la mamma sorridente e lui tiene stretta la sua mano ... Lo sguardo un po’ smarrito, a tratti timoroso. Iniziamo l’inserimento,che sembra procedere con regolarità .... Mezz’ora, un’ora, un’ora e mezza ...Ludovico sembra a suo agio in questo nuovo ambiente, ma l’equipe educativacontinua a notare quello sguardo un po’ perso, e quella manina che si fa semprepiù stretta intorno a quella della sua mamma. Tutto cambia quando Ludovicoresta a pranzo il primo giorno, cambiamento forte per un bambino, ma per luidiventa un vero e proprio dramma. Il pianto disperato, quella manina cheafferra l’educatrice e lo sguardo implorante di chi chiede di non lasciarla. Daquel momento Ludovico inizia a piangere ogni mattina, il distacco dalla mamma èdifficoltoso e durante il giorno è letteralmente aggrappato all’educatrice: nongioca, non esplora l’ambiente, non mangia. L’educatrice è sempre la stessa, lacerca appena arriva e la segue come un’ombra tutto il giorno. Cosa ci sta dicendo Ludovico? Nonè stato facile lavorare con l’equipe, non è stato facile per quell’educatricechiedersi cosa stesse accadendo al piccolo Ludovico, ma anche dentro di lei. Avolte sentiva l’esigenza di spingere il piccolo in mezzo ai bambini, di dirgli"Gioca!", perché non era facile tollerare il dolore di quel bambino, non erafacile farci i conti ogni sera quando toccava il cuscino. Ma poi qualcosa ècambiato, una lunga supervisione che ha messo l’educatrice davanti alla domandapiù importante: "Come si sente secondo te Ludovico? E come ti senti tu nelvederlo così?". Solo inquadrando la storia del piccolo, segnata da unimportante abbandono, è stato possibile comprendere quanto quella maninastretta e quel pianto disperato raccontassero la sua paura più profonda, quelladi essere ancora una volta lasciato solo. E così, proprio utilizzando il legamespeciale che Ludovico aveva creato con quell’educatrice, è stato possibileaccompagnarlo pian piano a scoprire che non tutti gli adulti ci lasciano soli,che molti rimangono e ci guardano anche se da lontano. Dopo un lungo lavoro,fatto di piccoli passi verso l’autonomia in quell’ambiente sconosciuto,Ludovico ha iniziato a stare bene a scuola... ha iniziato a lasciare quellamanina per seguire l’educatrice solo con lo sguardo, per poi, lentamente,trovare in quell’adulto che "restava" la spinta per sentirsi finalmente sicuro.


1

Invia il tuo contributo al nostro blog

Create a website