08/03/2018, 11:35



La-psicomotricità,-questa-illustre-sconosciuta...


 



Cubi e parallelelepipedi colorati,grandi palle di gomma,materassi di tutte le altezze ma anche libri pastelli, cere, plastilina...etanto altro colorato materiale questo il setting di una sala di psicomotricitàun luogo dove il bambino attraverso il corpo e le sue funzionitonico-emozionali attiva tutti i suoi processi cognitivi,affettivi erelazionali sviluppando così un percorso di crescita e di sviluppo di se.Attraverso il dialogo tonico ,lo psicomotricista indirizzail bambino a conoscere se stesso e l’ ambiente e ad acquisire modalitàrelazionali che accrescano il suo senso di fiducia nelle risorse del propriocorpo e nelle risposte dell’ altro.Si muove nell’ ambiente calibrando le proprie capacità visuospaziali, le capacità di lateralizzazione e di orientamento corporeo masoprattutto parla, attraverso il gioco del suo vissuto di tutte le angoscieprimarie e dei suoi’ fantasmi di azione’come li chiama il padre dellapsicomotricità Bernard Aucouturier.Un fantasma di azione è la rappresentazione inconscia di un’ azione,è il piacere e il desiderio di ricreare l’ oggetto e di agire su dilui....è la coperta di linus,l’ orsacchiotto quello che noi educatori  definiamo oggetto transizionale.Nel setting psicomotorio i fantasmi di azione permeano lasala, attraverso il gioco senso motorio il bambino riproduce i suoi desideri eci svela le fonti del suo piacere.Può cullarsi tra i cuscini in posizione fetale ricreando unnido protettivo quasi gestazionale,può lanciarsi dalle spalliere audacementealla ricerca del piacere nel lasciarsi andare e perdere il controllo,puòcostruire rifugi con il materiale da cui non vuole uscire o al contrariodistruggere tutto ciò che reputa ostacolo o costrizione.E’ in questo modo che il bambino ci parla e in questo modolo psicomotricista,lavorando in rete può, dove necessario, intervenireutilizzando un dialogo tonico-emozionale, il linguaggio non verbale e il giocosimbolico.Lavoro con progetti di psicomotricità in vari ambiti dall’educativa a quella in relazione di aiuto e ogni volta rimango stupita di quantoriesco a sapere del bambino dopo qualche seduta.Ho osservato diadi ritrovare,dopo un percorso psicomotorio insieme,la capacità di giocare,direlazionarsi,semplicemente di toccarsi,ho visto bambini inibiti emotivamente oa livello motorio mettersi in gioco richiamati da quell’ ambiente nonprestazionale che era pronto ad accogliere qualsiasi sensazione o emozione visi portasse senza giudizio e senza richiesta.La psicomotricità è un importante pratica da portare dentrole strutture per l’ infanzia,nei nidi e in tutti quei luoghi che si occupano dibambini semplicemente perché dà voce al bambino che verbalizzafaticosamente,che non riesce ad esprimere fino in fondo le sue angoscie, le suepaure piccole o grandi che siano.Tutto questo trova i suoi presupposti teorici negli studi diWallon e Piaget .Grazie ai loro lavori è emersa la nozione di un’ unitabiologica dell’ individuo:l’ attività motoria e la psiche non costituisconocioè due campi distinti ma rappresentano l’ espressione unitaria della relazionetra individuo e ambiente.Questi autori sottolineano con forza il ruolo centraleche il movimento esercita nello sviluppo del bambino.Nel movimento,e in paricolare nel suo aspetto tonico,Wallonintravede i fondamenti della comunicazione con l’ altro e Piaget, nella logicae coordinazione delle azioni,la strutturazione dell’ intelligenza.La teoria psicoanalitica poi ha fatto compiere un notevolesalto epistemologico introducendo il concetto di conversione che, essenzialmente,consiste nel tentativo di risolvere il conflitto psichico in sintomi somatici,sensoriali e motori.Ci sono presupposti scientifici insomma dietro ciò chesembra ’semplicemente’ un gioco...


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