17/03/2018, 18:19



"Mamma-dammi-la-tua-mano"---La-relazione-primaria-come-trampolino-di-lancio-sul-mondo


 



Nelle strutture genitore-bambino di Utopia 2000 che ospitano madri con i propri figli, si lavora principalmente per ilraggiungimento di specifici obiettivi postulati nel PEI (progetto educativo individuale) che viene elaborato dall’equipeper ciascun nucleo residente nella struttura. Gran parte del lavoro dunque non può prescindere da una costante edoculata osservazione della diade madre-figlio, dalle caratteristiche che la contraddistinguono, dalla valutazione dellerisorse delle persone coinvolte nella relazione duale.La relazione madre-figlio, o più genericamente la relazione tra il caregiver (colui che si prende cura) e il bambino, èstata oggetto di studio e di riflessioni già dagli anni ’60 del secolo scorso quando Harlow dimostrò che il legame deipiccoli di scimmia alla loro madre era una forma di relazione indipendente dalla necessità del piccolo di riceverenutrimento. Da questi primi studi, nacque poi "la teoria dell’attaccamento" di J. Bowlby, medico e psicoanalista inglesedel ’900, che propone un nuovo modello psicopatologico in grado di dare indicazioni generali su come la personalità diun individuo cominci ad organizzarsi fin dai primi anni di vita. La teoria dell’attaccamento fornisce un valido supportoper lo studio di fenomeni legati a storie infantili di gravi abusi e trascuratezza, correlate con lo sviluppo di un ampiospettro di disturbi di personalità, sintomi dissociativi, disturbi d’ansia, depressione e abuso di sostanze alcoliche estupefacenti. Ovviamente, l’eventuale insorgenza di disturbi psicologici più o meno gravi non devono essere consideraticome una conseguenza diretta di una relazione primordiale deficitaria con la figura di accudimento, ma come un fattoredi rischio soggetto a modificazioni dettate da elementi ambientali. L’esistenza di una persona non può essereconsiderata in un’ottica lineare di causa-effetto, quanto più dobbiamo considerare i fattori che in modo circolareintervengono nella vita di ognuno di noi.Esiste quindi un’organizzazione psicologica interna con caratteristiche specifiche che comprendono schemi di sé e dellafigura di attaccamento. Secondo Bowlby il legame del bambino alla madre è il prodotto dell’attività di diversi sistemicomportamentali che sfociano nel tentativo di mantenere una vicinanza costante del bambino con la madre.Il comportamento di attaccamento è quindi attivato da una situazione di separazione dalla figura primaria (la madre o ilcaregiver), o dalla minaccia di essa, ed è eliminato con la nuova vicinanza. La madre rappresenta per il figlio una "basesicura" consentendo al bambino di sentirsi pienamente protetto, accettato e sostenuto, cosa che gli permetterà dirimanere da solo ad esplorare il mondo circostante senza timore. Per rendere più comprensibile questo legame naturaletra madre e bambino potremmo provare ad immaginare un uccellino che spicca i suoi primi tentativi di volo autonomo:durante le prove di volo potrà temere di non farcela, sentirsi impaurito ma nei momenti di tentennamento, sarà accoltocon amore e tenerezza da una madre sensibile e pronta a dargli il sostegno e rifornimento emotivo di cui il piccolonecessita. O ancora, pensiamo a un bambino che ai suoi primi passi un po’ traballanti inizia ad esplorare la stanza in cuisi trova; il piccolo potrebbe cadere ed avere paura di rimettersi in piedi, dunque rivolgerà uno sguardo alla madre e se inlei troverà un morbido sorriso e una carezza in grado di restituirgli una rassicurazione nelle proprie capacità, non avràpaura di provare a rialzarsi e proseguire la sua scoperta del mondo.La biologia evoluzionista e l’etologia dimostrano che la vita sociale dell’uomo si sviluppa, nel corso dell’evoluzione,attraverso la comparsa progressiva di sistemi funzionali, cioè sistemi di controllo del comportamento sociale, chemediano diversi tipi di interazione. Tra i sistemi di regolazione delle interazioni sociali, il sistema di attaccamento,regola la ricerca di vicinanza protettiva ai conspecifici (ovvero ai nostri simili) quando ci si trova in condizioni disofferenza, pericolo e vulnerabilità. Questo sistema è innato, ed influenza notevolmente i primi anni di sviluppocognitivo, emotivo e sociale del bambino: in risposta a segnali verbali e non verbali emessi dal genitore, il bambinorisponderà con messaggi allo stesso modo più o meno verbali, ma con un alto contenuto emotivo.L’attaccamento è quindi un sistema biologico, che consente al bambino di crescere, diventare adulto, riprodursi e cosìmantenere e trasmettere il proprio patrimonio genetico. Una serie di comportamenti innati (il sorridere, il piangere, lasuzione, la prensione) aiutano il piccolo a mantenere il più possibile la vicinanza alla figura di accudimento non solo perricevere il nutrimento, ma anche come modalità primaria per assicurarsi protezione, serenità, calore affettivo, sensibilitàda parte della madre. Una madre responsiva ai bisogni del bambino, gli garantirà una sicurezza emotiva tale per cui ilpiccolo potrà sentirsi libero e sicuro di esplorare il mondo circostante, creare relazioni positive con gli altri, separarsidalla figura di attaccamento in modo sereno ma sicuro di poterci ritornare in caso di necessità e bisogno.Compito biologico e psicosociale della figura di attaccamento è quello di svolgere nei confronti del bambino il ruolo diun porto sicuro da cui si possa affacciare verso il mondo esterno e a cui ritornare «sapendo che sarà il benvenuto, nutritosul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se spaventato. In sostanza questo ruolo consiste nell’esseredisponibili, pronti a rispondere quando chiamati in causa, ma intervenendo solo quando è chiaramente necessario». Dunque ne consegue, che il modo in cui la madre risponde ai bisogni del figlio, influenzerà moltissimo non solo il sensodi sicurezza e protezione che il bambino sente di poter ricevere dalla madre nella sua scoperta del mondo, ma anche lesue capacità future di fronteggiare le richieste esterne sempre più impegnative. Se avere un attaccamento sicurosignifica godere di sicurezza e protezione, avere un attaccamento insicuro implica una moltitudine di emozioniconcomitanti e contrastanti verso la propria figura primaria, quali amore, dipendenza, paura del rifiuto, vigilanza eirritabilità. Nel prossimo articolo avremo modo di conoscere quali sono i pattern emotivi e comportamentali dei bambiniche non godono di un attaccamento sicuro verso la figura primaria di accudimento e le conseguenze dei diversi tipid’attaccamento e quali sono i meccanismi che si attivano all’interno di questa relazione particolare.


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